Breve racconto di un Piccolo Principe e degli artisti che lo conobbero

Sabato, ore 11.30. Tempo di intervista per il nuovo numero di .ergo, il 26°. Con un click, il registratore si avvia a fare la sua parte, memorizzando domande e commenti sul tema “Il Piccolo Principe”: uno dei testi più letti e tradotti al mondo. Ne leggiamo un capitolo a settimana da quando una copia è stata donata agli artisti del laboratorio Div.ergo in uno degli appuntamenti del progetto Liber liberi. In quella occasione, l’obiettivo di sensibilizzare alla lettura ha fatto centro, e dalla conoscenza del XX capitolo è nato il desiderio di conoscere tutto il romanzo di Antoine De Saint-Exupéry.

Partiamo dall’ultima risposta per sbobinare il resto dell’intervista. Chiedendo a Valentina di chi parla il libro che ogni settimana ci fa compagnia, lei risponde con solo un istante di esitazione, impreziosito da un sorriso: “Le stelle!!!”.

Tra tanti incontri che il Piccolo Principe fa con adulti stravaganti come il re, il bevitore, il lampionaio, rischiava di fuggirci che ci sono queste silenti protagoniste che contornano e accompagnano un viaggio per nulla ordinario. Le stelle, che rappresentano il de-siderio, l’orizzonte che guida la ricerca del Piccolo Principe, che “non rinunciava mai a una risposta, una volta che aveva posto una domanda”. Anche per gli altri è così: è il suo spirito d’indomita esplorazione che li affascina. Dietro Gabriele che parla del suo personaggio preferito, quello che “dice Buongiorno e Buonasera” in continuazione (il lampionaio), gli altri si agganciano per parlare di ciò che li ha impressionati di più. Fabrizio: “Mi fa pensare alla frase che è sul muro di Div.ergo, quella (nda: “Si è uomini solo con gli altri”), perché lui si interessa agli altri, che non vuole stare solo, si impegna di diventare grande”. “Mi colpisce il fatto che in alcuni mondi i giorni durino pochissimo!”, dice Giuliano, uno che di posti e di strani usi e costumi ne ha visti tanti, e aggiunge: “Viaggia perché cerca la felicità, per vedere gli altri come fanno ad essere felici. E poi mi ha fatto riflettere sugli errori frequenti, quelli da cui da soli non riusciamo a venir fuori”, come il bevitore che beveva per la vergogna di bere.

Alessandra ogni volta annota con la penna i passaggi importanti, la spiegazione di alcuni vocaboli più complessi come “effimero”, le domande che le nascono. Così il libro sollecita la riflessione su di sé: “Mi è piaciuta la storia del baobab, la necessità di tenere pulito il pianeta, perché non venga distrutto; lui amava sradicare ciò che è marcio, quello che distrugge il pianeta. E noi pure dobbiamo togliere le cose marce dentro di noi, che rovinano tutto”.

Riprendiamo: “Cosa cerca secondo voi il Piccolo Principe? Perché viaggia tanto?”. “A-mi-ci!” scandisce bene Gabriele. “Nuovi pianeti, chi li abita, per vedere gli altri come vivono” spiega in maniera essenziale Giulio, che è abituato ad andare al sodo. Fabrizio lo lega al suo personale leitmotiv di quest’anno: “Vuole diventare grande, non vivere più da bambino, voleva trovare un modo per diventare come gli adulti, per comportarsi bene”. Alessandra la gira in chiave più estetica: “Ama viaggiare e scoprire novità della vita!”

E se chiedete ad Andrea cosa stia cercando il Piccolo Principe, lui ratifica quanto ha detto Valentina: “Cerca le stelle!”.

Gianluca Marasco

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