Fotovolontario - Gigi

Gigi

Uno strumento può essere musicale. Pure una scala. Anche di un nome, di una lingua, di una parola si può dire che siano musicali. Poi c’è l’orecchio musicale.
A Div.ergo le licenze poetiche sono all’ordine del giorno, e ci sta che Pierluigi dica di Gigi: “È musicale”.

Se licenza poetica è, rispettiamola, e gustiamone la bellezza senza troppo volerne analizzare le sfumature di significato. Gigi è musicale. Certo, la sua passione per la musica, che mette a disposizione di tutti, c’entra eccome. Come dice Aurora, “Chi non lo conosce, conosce le sue canzoni”. Non andate a cercarle su Spotify o su Youtube, però, le canzoni di Gigi, perché, come ci sono canzoni nate per essere cantate sotto la doccia, e quelle perfette per accompagnare un viaggio in macchina, come ci sono i canti di chiesa e le canzoni da serenata, ci sono pure canzoni che si cantano e si ascoltano solo a Div.ergo. Non è che ne siamo gelosi. Laura, che pure di musica è appassionata, è molto chiara: quelle canzoni non le canti neppure a casa, le canti a Div.ergo, perché sono fatte delle parole che ci scambiamo, che ci accompagnano quando vogliamo fare insieme quattro passi nell’animo (“riguardano gli argomenti che facciamo”, dice lei). E per quelle parole Gigi trova sempre una melodia semplice su cui appoggiarle, perché sia più facile ricordarle e più facile pronunciarle insieme. Quelle canzoni ci uniscono come ci uniscono la storia che raccontano e i significati che custodiscono. Senza quelle canzoni “Div.ergo sarebbe triste, senza allegria”, sostiene Federica.

Sono ancora quelle canzoni che contribuiscono a rendere presente Gigi anche quando non c’è. Per Federica è così, quando insieme ascoltiamo le sue registrazioni: “Lo sentiamo al telefono, canta le canzoni”. Anche Aurora gli vorrebbe chiedere se è possibile scaricare le canzoni sul proprio cellulare, in modo da averle sempre sotto mano, e magari avere anche lui un po’ più vicino. Non che questo basti, eh! Lei stessa lo rimprovera: “Non viene mai”. Il corpo conta, eccome se conta quando si vuole qualcuno vicino. E con il corpo Gigi sa come farsi vicino. “Se fosse un oggetto, sarebbe un bracciale”, dice Pierluigi, “perché abbraccia”. “Mi prende per mano e mi rassicura”, gli fa eco dall’altra parte Federica.

Ah, un’ultima cosa. Rimanga tra noi: ma Gigi, che pure è musicale, non sa cantare granché bene. È lo stesso Pierluigi a lasciarselo sfuggire. “Canta abbastanza bene”. Abbastanza? Pierluigi si tappa la bocca, preferirebbe lasciar perdere, poi decide che la frittata è fatta e va fino in fondo. “Non mi piace il tono. Quando il ritmo è veloce, è troppo alto”. E poi è costretto ad aggiungere: “Quasi come me. Abbiamo un difetto in comune”. Andare a ritmo con gli altri, con tutti, è cosa che si impara, a Div.ergo. Tocca anche a chi è musicale.

Vito Paradiso

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