Interviste

I viaggi dell'animo: parola ai passeggeri

Al termine di ogni viaggio, i principi della customer care suggeriscono che ai partecipanti venga chiesto il gradimento dell’esperienza fatta. A Div.ergo da qualche tempo stiamo facendo parecchia strada, intraprendendo un itinerario dopo l’altro con la rubrica Quattro passi nell’animo. Per questo siamo andati dai nostri Artisti a farci dire le loro impressioni.

Giuliano - Sono molto interessato alla rubrica, mi colpisce che riflettiamo sulle parole “consiglio” e “aiuto”. Il proverbio diceva che è meglio un aiuto che un consiglio. Ma poi io ho pensato che spesso è meglio un consiglio che un aiuto! Perché altrimenti gli altri fanno le cose al posto tuo. Il consiglio aiuta l’altro a crescere, a fare da sé. Da un amico io cerco consigli, preferisco quelli ad un aiuto perché voglio vedere se riesco a farcela da solo. Li chiedo ai miei, o agli amici della comitiva. Su come comportarmi con gli altri, rispetto a come affrontare degli imprevisti, perché se uno mi cambia i programmi, faccio fatica a riorganizzarmi a modo mio. 

Federica - Mi piace Quattro passi perché facciamo un viaggio. Con i piedi, con il cuore, tutti insieme. Mi piace sapere cosa pensano gli altri e mi piace la sigla iniziale che cantiamo tutti insieme e poi mi piace come Gigi trasforma le poesie e i proverbi in canzoni: la zanzara, la briciola, i consigli e aiuto.

“Consigli e aiuto sono stati l’argomento di un viaggio nell’animo. Cosa ti ricordi?”

- Gianluca mi ha aiutato ad alzarmi dalla sedia. Mi ha fatto vedere che aiutare significa dare una mano ad un altro in difficoltà, non solo con le parole. Valentina mi aiuta, lei si siede accanto a me quando sono in difficoltà. Mi abbraccia, si alza. Dora mi dà consigli sul lavoro, su come dire no ai capricci. Anche Serena mi dà consigli.

Valentina - Ti sta piacendo la rubrica Quattro passi nell’animo, viaggiare dentro di noi?

Aspetta che devo pensare bene a cosa dire…neanche dire sì è facile per me…sì, pensare, scoprire le proprie idee. Lo stiamo facendo con gli altri. 

Quale rubrica ti è piaciuta particolarmente?

- Quella sulla poesia della zanzara. Perché capisco per chi, ogni tanto, divento fastidiosa come una zanzara.

Vediamo l’ultima che abbiamo fatto, un aiuto è meglio di un consiglio. Tu ricevi dagli altri aiuti o consigli? Li accetti?

- Aiuto da Nicola D., a lui chiedo come fare con le persone, e da Lara, che mi ha detto di non fissarmi sui miei pensieri sulle persone. Io ci rifletto, mi aiutano a capire come mi comporto. I consigli sono importanti, sto cercando più o meno di ascoltarli.

Fabrizio - Per me sono importanti i consigli degli amici, per il lavoro. Mi aiutano con le regole, su come mi devo comportare a Div.ergo. Mi dicono che non devo fare tardi quando arriva l’ora di andare via, che non devo arrabbiarmi con gli altri. E mi aiutano a crescere, soprattutto nell’essere padrino.

Pierluigi, Tony, Laura, Francesca e Valentina, gli Artisti che lavorano in Officina rispondono tutti insieme! Hanno scelto insieme la formula di un’intervista a cinque.

Carissimi, parliamo oggi di Quattro passi nell’animo. Che ne dite di questa nuova rubrica?

Pierluigi - A me piace perché ci fa ragionare, mi piace soprattutto quando abbiamo fatto la poesia sulla zanzara.

Valentina e Laura - A me è piaciuta la poesia La briciola.

Tony e Francesca - Per noi è stato più interessante il proverbio Meglio un aiuto che un consiglio.

Aiuto, consiglio: che differenza c’è tra l’uno e l’altro? Sono sempre dei modi per dare una mano a qualcuno perché uno è meglio dell’altro?

Pierluigi - Aiutare chiede di scomodarsi, non si può restare lì dove stiamo, dobbiamo alzarci e andare vicini a qualcuno. Le parole non bastano.

Tony - I consigli sono importanti per le decisioni, se uno non sa che fare. Lì servono i consigli degli amici.

Voi siete capaci di farvi aiutare?

Laura - Io sì, da Grazia, Gianfranco o Paolo. Nel lavoro, a fare la carta, a casa. Loro mi aiutano e io li ascolto.

Francesca - io aiuto Laura… Valentina.

E siete persone disponibili a aiutare?

Pierluigi - A me piace molto aiutare nei lavori pesanti. E mi piace dare consigli. Lavorare con gli altri è piacevole, voglio aiutarli: per questo non mi tiro indietro sia a casa che qui al lavoro.

Valentina, tu chi aiuti? 

Valentina - Francesca e Pierluigi, nel lavoro.

Gianluca Marasco

Breve racconto di un Piccolo Principe e degli artisti che lo conobbero

Sabato, ore 11.30. Tempo di intervista per il nuovo numero di .ergo, il 26°. Con un click, il registratore si avvia a fare la sua parte, memorizzando domande e commenti sul tema “Il Piccolo Principe”: uno dei testi più letti e tradotti al mondo. Ne leggiamo un capitolo a settimana da quando una copia è stata donata agli artisti del laboratorio Div.ergo in uno degli appuntamenti del progetto Liber liberi. In quella occasione, l’obiettivo di sensibilizzare alla lettura ha fatto centro, e dalla conoscenza del XX capitolo è nato il desiderio di conoscere tutto il romanzo di Antoine De Saint-Exupéry.

Partiamo dall’ultima risposta per sbobinare il resto dell’intervista. Chiedendo a Valentina di chi parla il libro che ogni settimana ci fa compagnia, lei risponde con solo un istante di esitazione, impreziosito da un sorriso: “Le stelle!!!”.

Tra tanti incontri che il Piccolo Principe fa con adulti stravaganti come il re, il bevitore, il lampionaio, rischiava di fuggirci che ci sono queste silenti protagoniste che contornano e accompagnano un viaggio per nulla ordinario. Le stelle, che rappresentano il de-siderio, l’orizzonte che guida la ricerca del Piccolo Principe, che “non rinunciava mai a una risposta, una volta che aveva posto una domanda”. Anche per gli altri è così: è il suo spirito d’indomita esplorazione che li affascina. Dietro Gabriele che parla del suo personaggio preferito, quello che “dice Buongiorno e Buonasera” in continuazione (il lampionaio), gli altri si agganciano per parlare di ciò che li ha impressionati di più. Fabrizio: “Mi fa pensare alla frase che è sul muro di Div.ergo, quella (nda: “Si è uomini solo con gli altri”), perché lui si interessa agli altri, che non vuole stare solo, si impegna di diventare grande”. “Mi colpisce il fatto che in alcuni mondi i giorni durino pochissimo!”, dice Giuliano, uno che di posti e di strani usi e costumi ne ha visti tanti, e aggiunge: “Viaggia perché cerca la felicità, per vedere gli altri come fanno ad essere felici. E poi mi ha fatto riflettere sugli errori frequenti, quelli da cui da soli non riusciamo a venir fuori”, come il bevitore che beveva per la vergogna di bere.

Alessandra ogni volta annota con la penna i passaggi importanti, la spiegazione di alcuni vocaboli più complessi come “effimero”, le domande che le nascono. Così il libro sollecita la riflessione su di sé: “Mi è piaciuta la storia del baobab, la necessità di tenere pulito il pianeta, perché non venga distrutto; lui amava sradicare ciò che è marcio, quello che distrugge il pianeta. E noi pure dobbiamo togliere le cose marce dentro di noi, che rovinano tutto”.

Riprendiamo: “Cosa cerca secondo voi il Piccolo Principe? Perché viaggia tanto?”. “A-mi-ci!” scandisce bene Gabriele. “Nuovi pianeti, chi li abita, per vedere gli altri come vivono” spiega in maniera essenziale Giulio, che è abituato ad andare al sodo. Fabrizio lo lega al suo personale leitmotiv di quest’anno: “Vuole diventare grande, non vivere più da bambino, voleva trovare un modo per diventare come gli adulti, per comportarsi bene”. Alessandra la gira in chiave più estetica: “Ama viaggiare e scoprire novità della vita!”

E se chiedete ad Andrea cosa stia cercando il Piccolo Principe, lui ratifica quanto ha detto Valentina: “Cerca le stelle!”.

Gianluca Marasco

"sposare" Div.ergo

sposare divergo

Sposarsi è un atto pubblico, che si celebra di fronte ad altre persone amiche e vicine e le coinvolge. Sposarsi è l’impegno a sostenere l’altro, anche a manifestare la sua bellezza, a farla crescere. Claudio l’ha promesso a Demi e Demi l’ha promesso a Claudio, pochi mesi fa. Hanno pensato anche che il matrimonio non è una festa privata, la gioia di due sole persone, ma una scelta la cui bellezza è talmente sovrabbondante da raggiungere altri.

Così quel giorno hanno deciso di “sposare” pubblicamente la causa di Div.ergo, trovando un modo alquanto originale: chiedere agli invitati al loro matrimonio di devolvere al nostro progetto quanto, liberamente, avrebbero speso per i regali di nozze. E così è stato.

Cosa vi è rimasto dell’incontro ravvicinato con Div.ergo?

- Tanta umanità, tanta positività, la voglia di mettere la creatività e la passione a disposizione degli altri. Noi pensavamo di poter fare un gesto di solidarietà per le nostre nozze, incontrare gli artisti ci ha convinti ancora di più. 

Ci ha colpito come si possano creare opere artistiche, attraenti e scoprire chi e come le fa.

Abbiamo realizzato anche le nostre partecipazioni a partire dai disegni che Francesca, una delle vostre Artiste, ha fatto di me e Demi: è stato straordinario vederci rappresentati con i suoi occhi.

La vostra è stata una modalità originale per sostenere il progetto: siete contenti della scelta fatta? Cosa ha significato per voi e per i vostri invitati?

- È la cosa di cui siamo più contenti. Mi ha emozionato moltissimo la presenza degli artisti di Div.ergo al nostro matrimonio, perché non ce l’aspettavamo. Eravamo e siamo molto soddisfatti, sia io che Demi. Rifaremmo cento volte quello che abbiamo deciso.

Mi ha colpito molto anche il fatto che quanto avevamo pensato sia stato riconosciuto da tutti gli invitati alle nozze come una scelta bella, significativa; anche loro si sono sentiti coinvolti da questo gesto e hanno condiviso le nostre motivazioni. La piacevolezza e la gioia del nostro giorno speciale si sono “allargate” per raggiungere e diventare davvero collettive.

Abbiamo pensato che fosse non solo una cosa buona, ma anche giusta: nel lavoro entrambi cerchiamo di offrire il nostro meglio ad altri, essere costruttivi. Ma questa nostra scelta è aprire una strada nuova. Ci auguriamo possa rappresentare un germe di solidarietà anche per altri.

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