Interviste

Vincent, un artista tra artisti

autoritratto van gogh 1887

Sette lettere appese, contornate di girasoli in resina. Poi un piatto nero esposto in vetrina con gli Iris. Questa è la traccia visibile del passaggio di Vincent Van Gogh nelle stanze del Laboratorio e dell’Officina.  Ma ciò che ha lasciato la storia del pittore olandese tra i nostri tavoli è molto più pregnante e intimo, se recuperato dalle parole e nella memoria dei nostri artisti che per due mesi lo hanno studiato e conosciuto.

Come in vita, Vincent suscita un mix di sentimenti contrastanti: lo stupore per ciò che ha vissuto e realizzato, da un lato. Ognuno dei nostri artisti cita e spiega uno dei quadri di Vincent e ne ricorda dettagli e caratteristiche: “I mangiatori di patate, aveva quei colori scuri”, dice Federica; “Il ramo di mandorlo…” dice Alessandra M.; “…dipinto quando è nato il nipotino!”, aggiunge Valentina. “Amava fare i ritratti e i panorami”, spiega Lucy. “I Girasoli… il giallo!”, aggiunge Valentina M.

Anche la sua vita emerge per flash nitidi: “È stato con i lavoratori in miniera” (Federica), “parlava loro di Gesù, li voleva sollevare dalla tristezza” (Arianna), “Aveva la meraviglia di guardare l’universo e la natura” (Laura), “ha dovuto cambiare molti lavori, la sua vita non è stata semplice” (Valentina T.).

Ma c’è anche la difficoltà a collocarlo precisamente. C’è qualcosa di ineffabile nella passione che anima gli artisti di Div.ergo nei confronti di Vincent Van Gogh. Per esempio, sono discordi nel dire se un laboratorio come il nostro sarebbe di suo gradimento: “No, è una persona scorbutica, scontrosa”, afferma Laura; “Gli piacerebbe, ma lui amava lavorare all’aria aperta, in campagna”, riflette Valentina. Altri sono più possibilisti o vedono la cosa da un punto di vista più pratico: secondo Giulio “Ci avrebbe dato una mano per dipingere, insegnandoci le sue tecniche” e Giuliano lo immagina bene al tavolo dei ceramisti (“Lui è molto bravo a dipingere, si sarebbe trovato bene a collaborare con noi”).

Ciò su cui nessuno ha dubbi, però, e su cui ad un certo punto si focalizza l’attenzione di tutti è la bellezza del rapporto con il fratello. “Fratello Theo!”, è la risposta di Gabriele alla domanda su cosa gli fosse piaciuto di più della storia di Vincent. “Andava d’accordo con il fratello!”, dice Lucy. “Si scrivevano tante lettere! – aggiunge Federica – e si aiutavano”. E Andrea ricorda il numero delle missive che i due si sono scambiati, e poi Alessandra parla dei quadri che Theo vendeva per conto di Vincent, perché sapeva che era bravo. Quello che resta più vivo è la forza di costruire a lungo un legame così profondo, ciò che ciascuno di noi ammira e desidera.

Gianluca Marasco

Visti da Torino

Div.ergo ad InGenio

“InGenio bottega d’arti e antichi mestieri – Città di Torino”: la nostra bella targa oscilla invitante, in Via Montebello 28b, ai piedi della Mole Antonelliana, sede del Museo Nazionale del Cinema. Un’artistica insegna per questo negozio dove artisti e artigiani disabili espongono e vendono le loro opere, un richiamo alla loro creatività, e al Genio alato che svettava sulla Mole fino al 1904, quando un temporale lo abbatté.

Ormai da qualche anno gruppi di turisti si muovono nel centro della Città, tutti uniti, magari in fila, sfilano davanti alle nostre vetrine, uno sguardo veloce, fugace, le mete sono altre; tempi stretti, non ci si può fermare tanto.

Un’allegra compagnia entra in bottega, ma questo giovedì 15 febbraio 2018 è un giorno speciale. Un gruppo di turisti indugia davanti alle vetrine. Inizialmente non si presta attenzione, ma dopo poco ecco che il gruppo entra: facce sorridenti, cordiali, attente. Ci si riconosce: Gianluca, Maria Teresa e tutto il gruppo del laboratorio creativo Div.ergo di Lecce, sono in visita a Torino, una gita di ragazzi e volontari, per conoscere la Città e alcuni luoghi di cui hanno sentito parlare. Finalmente possiamo incontrarci.

Con loro nel 2014 è iniziata una collaborazione, nata dalla curiosità di due turisti di Torino, entrati nel negozio di Div.ergo a Lecce. Una chiacchierata è diventata l’occasione per raccontare di questa realtà torinese chiamata “InGenio bottega d’arti e antichi mestieri”, per tanti aspetti così simile alla loro.

Curiosità, voglia di conoscere, di fare rete per comunicare, se possibile, scambiare esperienze. Tutto nasce con un contatto telefonico da parte di Gianluca da Lecce: …. ci piacerebbe conoscervi, anche noi come voi siamo dei creativi e con un gruppo di volontari promuoviamo le attività artistiche….

Inizia così una collaborazione, e un’amicizia, che ha permesso di creare sinergie progettuali. 

Le vetrine di InGenio hanno iniziato a esporre le produzioni artistiche del laboratorio creativo Div.ergo, mentre il concorso “Div.ergo con arte – Prospettive altre: incontri”, promosso dalla Fondazione Div.ergo-onlus accoglieva gli artisti del circuito Città Torino. 

La collettiva delle 31 opere selezionate del concorso è stata esposta dal 6 ottobre al 12 novembre 2017 nelle sale di Palazzo Barolo a Torino e inserita nel circuito di arte contemporanea “InGenio va a Palazzo”.

Abbiamo accolto con immenso piacere la visita di questo gruppo allegro, curioso, aperto, pronto a conoscere i luoghi e le persone di cui sapeva dai racconti dei nostri due viaggiatori, ma pronto a scoprirne altri e altre e a condividere esperienze. 

di Patrizia Ventresca - Referente Progetto InGenio Città di Torino

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